Quali sono le nazioni che inquinano di più?

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L’inquinamento, nelle sue varie accezioni, è un problematica che attanaglia il pianeta da diverso tempo dando poco spazio di manovra a delle eventuali misure correttive. Tuttavia, le istituzioni locali ed internazionali stanno delineando dei piani di azione per migliorare la qualità della vita attraverso un riequilibrio progressivo di quei parametri indispensabili per determinare un contesto attento alle tematiche ambientali. Però, per quanto alcuni sforzi stiano già conducendo a degli ottimi risultati, esistono dei paesi che continuano ad oltrepassare i limiti consentiti pregiudicando l’efficacia di qualsivoglia iniziativa. Quindi, al fine di individuare correttamente tali zone d’ombra, occorre fare una panoramica sulle nazioni che, al momento, inquinano di più.

India, smog e sostanze inquinanti

L’India rientra tra le nazioni che inquinano di più al mondo poiché c’è una congestione urbana e sociale che non permette, ora come ora, di impiegare quelle alternative in grado di abbassare l’incidenza di svariati campanelli d’allarme. La capitale, Nuova Dehli, è un contesto dove lo smog dei veicoli a motore, l’alta percentuale di polveri sottili e l’elevata quantità di emissioni industriali causano disagi e complicazioni di ogni tipo soprattutto agli abitanti del posto – come i tumori ai polmoni, in perenne aumento. Ad ogni modo, le altre città indiane non sono da meno poiché palesano valori preoccupanti riguardanti l’ozono e il biossido di azoto.

La nuvola nera della Cina

Sebbene la sua centralità economica e geopolitica sia sotto gli occhi di tutti, la Cina continua ad avere delle profonde criticità legate all’inquinamento atmosferico. Pechino, ad esempio, è sovrastata da una vera e propria nuvola nera di smog causata da un quantitativo di polveri sottili che supera di gran lunga le soglie accettate. Tra l’altro, ciò non fa che aumentare il tasso delle morti premature destabilizzando un’area in cui i dati quantitativi – in termini di risorse umane – hanno sempre fatto la differenza creando occupazione e specializzazioni professionali e produttive ad ampio spettro.

Il Bangladesh e il problema del sovraffollamento

Da qualche tempo a questa parte, il Bangladesh è soggetto ad uno sviluppo demografico smodato che sta alimentando un sovraffollamento sproporzionato rispetto a quelle che sono le reali possibilità – sociali, professionali e logistiche – del paese. Dhaka, nello specifico, ha diverse zone del proprio tessuto urbano con dei livelli di inquinamento intollerabili capaci, a loro volta, di minare la salute della popolazione, a prescindere dall’età e dalla classe sociale. Pertanto, è necessario intervenire quanto prima avvalendosi, magari, del supporto di quelle nazioni virtuose e all’avanguardia che hanno tra le proprie priorità un’ecosostenibilità trasversale e a misura d’uomo.

Monaco, una nazione all’insegna dell’olio combustile

Nonostante i moniti e le attività di sensibilizzazione portate avanti dal principe Alberto II relative al clima e al miglioramento della qualità dell’aria, Monaco si identifica come un’area in cui l’inquinamento regna incontrastato. A dispetto delle sue dimensioni territoriali alquanto modeste, questa nazione presenta livelli nocivi che vanno dallo smog provocati dal traffico intenso all’impiego dell’olio combustibile per i sistemi di riscaldamento.  Perciò, l’aura di esclusività e di raffinatezza di un paese come Monaco viene spesso macchiata da una serie di problematiche ambientali che non vanno minimamente sottovalutate.

Afghanistan: guerre e aria irrespirabile

I recenti fatti di Kabul hanno portato nuovamente alla ribalta le criticità di una terra martoriata dalle guerre come l’Afghanistan. A ciò, poi, si aggiungono i deficit causati dall’inquinamento atmosferico in grado di rendere l’aria totalmente irrespirabile. L’inesistenza di aree verdi che potrebbero attenuare il tutto viene, quindi, enfatizzata dalla combustione di legna, plastica carbone e pneumatici, usati il più delle volte per riscaldare le case e gli accampamenti. Stesso dicasi per il traffico e per la gestione della raccolta dei rifiuti, la quale non ha neanche le basi essenziali per evolversi in un’attività responsabile e attenta alla differenziazione.

Myanmar: un’urbanizzazione eccessiva

Le zone che contraddistinguono la composizione territoriale del Myanmar mostrano un’urbanizzazione eccessiva incompatibile con la messa a punto di determinati interventi per la prevenzione dell’inquinamento. Pertanto, un beneaugurante uso delle energie rinnovabili viene adombrato dallo smog del traffico e dalle emissioni inquinanti delle industrie, le quali invadono indiscriminatamente l’aria, l’acqua e il suolo. Questa situazione fornisce un quadro allarmante che complica la realizzazione e l’attuazione di ogni approccio legato al rispetto del prossimo e alla sostenibilità ambientale.

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